Il Biellese - 01/05/07
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TEATRO La vita come un romanzo da scrivere e interpretare Comunale gremito anche in galleria. Lo “Zircone” convince e affascina Un
libro, uno spettacolo. Con intuizioni geniali, prove, cancellature, alti e
bassi. Si fanno e si disfano fino a quando non convincono l’autore o il
regista, pronti per affrontare il giudizio del pubblico. Sul
palco del teatro comunale, venerdì sera, libro e spettacolo proseguivano
appaiati. Tenuti insieme dalla verve creativa di uno scrittore sui generis,
Thomas Fourhands (Carlo Ceccon) e dalla trasandata e prevedibile capacità
intuitiva di un ispettore che non ha bisogno di presentazioni: James
Callaghan (interpretato da uno strepitoso Claudio Perino). Una
trama avvincente soprattutto nel primo tempo, che non ha concesso un solo
minuto alla noia. Un primo tempo in cui anche i personaggi di secondo piano
hanno assunto una forza determinante. A iniziare da Lara, la colf russa
dello scrittore interpretata da una bravissima Sandra Prina Mello per finire
con la prorompente Sabrina Avanzi, capace di trasformarsi in pochi minuti da
segretaria dimessa e insignificante dell’ispettore Callaghan a aitante
braccio destro tuttopepe e intuizioni (per fortuna almeno lei!!). Complice
un cambiamento di copione in cui le “quattro mani” non avevano molto a
che fare con il cognome dell’autore, quanto con la verve creativa
dell’ingegnosa e rivoluzionaria colf. Bello
anche il personaggio della mamma dello scrittore (Luciana Ferraris), una
signora bene le cui telefonate asfissianti sono state rese visibili grazie a
un filmato in diretta proiettato sullo schermo in tempo reale. Se
il copione di Cattivelli e Quattrocchi, peraltro presenti in sala, era di
per sé gustoso e coinvolgente, il regista Massimiliano Gaggino ha saputo
renderlo particolare proprio con l’inserimento dei filmati (tre in tutto,
ma necessari a spezzare il racconto e a vedere la scena da un’altra
angolatura). Soluzioni che sono piaciute agli stessi autori: “E’ stata
una delle migliori interpretazioni” hanno commentato a fine spettacolo.
“Gaggino ha reso in modo vivace il nostro copione e l’inserimento delle
immagini video è stato un tocco geniale”. Secondo
tempo un po’ più fiacco in alcuni punti, che pagava il pegno a
un’impostazione più in stile Filodrammatica, con tutti gli attori sulla
scena e qualche difficoltà a tenere a mente il dipanarsi della matassa.
Privato dai battibecchi tra autore e colf, il secondo atto ha perso smalto.
E un sergente O’Hara, fino ad allora lasciato in secondo piano, si è
trovato ad avere una parte predominante a cui il pubblico non era preparato.
Bella la caratterizzazione della signora Fondent-Aulait (Carmen Colombera),
che come il “deus ex machina” è uscita sul finale a svelare la duplice
identità di Monsieur Aulait alias Herr Von Dent. Due case da gestire, due
vite, due figlie gemelle divise anch’esse: una ai Von Dent e una agli
Aulait. Per amor di concordia. Cose da farsa, ma non poi così tanto in un
mondo in cui la doppiezza è spesso regola di vita. Prossime
repliche [...]. Luisa Nuccio |