"Confusioni" di Alan Ayckbourn è un coacervo di quei temi fondamentali che da sempre hanno rappresentato il suo pensiero: l'impotenza a comunicare, la banalità della vita quotidiana, la solitudine.
Argomenti più adatti al dramma ma resi farseschi dalla voglia di ironia da parte dell'autore: si ride, ma ci si chiede il perché.
La Compagnia dello Zircone ha scelto questo testo essenzialmente per due motivi: si può far ridere anche trattando tematiche serie, ed è adatto a chi vuole godersi spensieratamente uno spettacolo e a chi sente la necessità di guardare oltre la comicità.
Non esistono parti da protagonista ma è l'opera stessa che, avvalendosi di una equilibrata distibuzione delle parti a tutti gli attori, diventa a sua volta protagonista.
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LA SCENOGRAFIA
L'idea di una scenografia dinamica è nata dall'esigenza di creare un tutt'uno logico con l'opera di Alan Ayckbourn. La struttura che, atto dopo atto, si modifica sotto gli occhi del pubblico assume sempre più importanza fino a diventare protagonista dell'epilogo a sorpresa.