La Stampa
31 gennaio 2001

 

Niente contributi allo spettacolo sugli omosessuali


Sotto accusa la Commissione cultura: «Lo show è moralmente inopportuno».

Perplessa An: motivazioni bigotte

La Provincia nega i finanziamenti alla versione teatrale de «Il vizietto»

BIELLA
Si chiama «La cage aux folles», ed è la commedia che ha ispirato il film «Il vizietto», con Ugo Tognazzi e Michel Serrault. Il Teatro dello Zircone, una compagnia amatoriale di Biella, la porterà in scena nei prossimi mesi: ma senza l’aiuto della Provincia. La commissione Cultura ha negato i finanziamenti (13 milioni di preventivo, ma alla compagnia sarebbe bastato un contributo anche minimo).
Motivo: nella commedia di Poiret (uscita nel ‘72) c’è di mezzo un gay. E così sono nate «forti perplessità sui contenuti dello spettacolo», e anche «sull’opportunità morale della rappresentazione».
Un caso di censura? Massimiliano Gaggino, del Teatro dello Zircone, preferisce parlare di «paturnie» dei politici. Ma è amareggiato e deluso: ha tradotto l’intera piéce dal francese, togliendo le parolacce, e per portarla in scena ha trovato agganci coi Comuni di Biella, Cossato e Gaglianico. «Ovviamente la faremo lo stesso - spiega -, ma la giustificazione della Provincia è assurda. Che c’entrano le idee politiche con lo spettacolo?». A dire di no è stata una maggioranza trasversale: i consiglieri Roberto Simonetti (Lega), Orietta Di Mario e Lorenzo Leardi (Forza Italia) e Riccardo Valz Gris (popolari).
Ma il presidente della commissione, Andrea Delmastro di An, è molto critico coi suoi colleghi: «Forse i soldi non potevamo darli ugualmente, al Teatro dello Zircone, perché dobbiamo fare delle scelte. Ma non condivido le motivazioni. Quando si fa gli amministratori bisogna essere ‘’laici’’, e non possono prevalere valutazioni bigotte. Io credo nei valori della famiglia, ma non possiamo difenderli con la censura». Fine (provvisoria) della polemica.